Ai Componenti del Comitato Esecutivo
Margherita
Cagliari


On. Franco Marini
On. Rino Piscitello
On. Oliviero Nicodemo
LORO SEDI



La riunione del 20 giugno e il resoconto di Marini e Piscitello del 5 luglio non superano adeguatamente i problemi sorti tra le varie componenti costituenti la Margherita.
Tuttavia nell'interesse del Partito questi si potrebbero accantonare se le proposte che da tempo ho avanzato e che di seguito in sintesi richiamo, trovassero il consenso del Comitato Esecutivo o almeno di una qualificata maggioranza.
Il futuro della Margherita e dell'Ulivo dipenderà soprattutto dalla nostra capacità di offrire nuovi motivi di partecipazione e di speranza a quanti per sfiducia nei partiti si sono allontanati dalla politica e dal voto.
Infatti se gli atti di fondazione della Margherita in Sardegna scaturissero solo da ristretti gruppi dirigenti - regionali o nazionali - apparirebbero scelte di conservazione elitaria incomprensibili e incompatibili con l'esigenza di promuovere una fase costituente dinamica e partecipata.
Perciò nella formazione del nuovo partito dobbiamo riaffermare con forza alcuni valori e principi fondamentali:
  • 1. Forte autonomia per realizzare un partito federato con la Margherita nazionale
  • 2. Conseguente rivendicazione e gestione pratica dei poteri di autodeterminazione degli organi regionali (Presidente, Coordinatore, Esecutivo, Assemblea)
  • 3. Superamento di ogni logica spartitoria tra i partiti costituenti e forte volontà di coinvolgimento delle parti più vive e vitali della Società
  • 4. Coraggio di sperimentare nuove forme di partito che valorizzino la storia e l'esperienza dei cattolici democratici e delle altre componenti della Margherita
  • 5. Riaffermazione dei valori di legalità e moralità, autonomia e federalismo, responsabilità e solidarietà, competitività e innovazione, cooperazione e condivisione che erano alla base dei programmi della Coalizione Autonomista e del governo regionale proposto all'inizio della legislatura e nei quali la Margherita si riconosce.
    Perciò il primo e più importante atto del Comitato Esecutivo potrebbe essere la convocazione delle Assemblee regionale e provinciali (e in seguito di assemblee locali) che superando la logica spartitoria consentano la più ampia partecipazione degli eletti (parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, amministratori locali), dei quadri dirigenti dei partiti costituenti e dei circoli già costituiti, di esponenti di organizzazioni sindacali e produttive, dell'associazionismo cattolico, del volontariato, di organizzazioni sociali e culturali, ecc. indicati dalle stesse organizzazioni.
    Se questa ipotesi apparisse troppo complessa e difficile da organizzare, convocare e gestire in un tempo non lungo si può pensare ad una ipotesi subordinata fortemente coerente con lo spirito della proposta principale.
    Questa potrebbe prevedere sempre il superamento di ogni logica spartitoria e il comune impegno di formare un'Assemblea regionale e le assemblee provinciali composte da persone altamente rappresentative delle organizzazioni politiche, sociali, culturali e amministrative della regione. L'Assemblea regionale, da tenersi entro Settembre (secondo quanto previsto dalla nota Marini-Piscitello) dovrà esprimere, confermare o modificare le dirigenze provvisorie ed approvare un regolamento e un documento politico-programmatico che ispirino la vita e le scelte del partito nei prossimi mesi.
    Le assemblee provinciali (che potrebbero precedere o seguire l'assemblea regioale) eleggeranno i coordinamenti provvisori.
    Ciò consentirebbe alla Margherita in Sardegna di partire da un'ampia e qualificata partecipazione e darebbe ala dirigenza una chiara e trasparente legittimazione, consentendole di affronatre i propri impegni con autorevolezza e secondo i valori di autonomia, federalismo e solidarietà propri della storia e della cultura della Sardegna.



    Cagliari, 15 Luglio 2002

    Gian Mario Selis



    @ Scrivi a Gian Mario Selis

    @ Scrivici un tuo commento