UN COMPITO PER IL NUOVO SECOLO
Proposte per una campagna di mobilitazione dei parlamentari,
dei governi, degli enti locali, dei movimenti civili
di uomini e di donne


OBIETTIVI STRATEGICI DELLA CAMPAGNA
i Millennium Development Goals


In occasione del Summit del Millennio delle Nazioni Unite (Risoluzione Ag 55/2 del 20 Settembre 2000), i leader mondiali hanno concordato una serie di obiettivi quantificati e monitorabili per lo sviluppo e lo sradicamento della povertà, da raggiungere entro il 2015:
  • dimezzare la percentuale della popolazione mondiale il cui reddito è inferiore a un dollaro al giorno e la percentuale di persone che soffrono la fame e che non sono in condizione di raggiungere o non possono permettersi di bere acqua potabile;
  • garantire che tutti i bambini del pianeta (maschi o femmine), siano in grado di completare il ciclo degli studi elementari e che alle bambine e ai bambini venga garantito un accesso paritario a tutti i livelli dell'istruzione;
  • ridurre di tre quarti (rispetto ai tassi attuali) la mortalità materna e di due terzi la mortalità infantile sotto i cinque anni;
  • fermare e cominciare a invertire la diffusione dell'HIV/AIDS, il flagello della malaria e di altre importanti malattie che affliggono l'umanità e garantire un'assistenza speciale ai bambini resi orfani da esse.



LA SITUAZIONE ATTUALE


I tragici fatti del 11 settembre hanno sottolineato la necessità di colpire e sradicare il terrorismo e contestualmente di rafforzare le misure preventive nella lotta a questo drammatico fenomeno.
Noi sappiamo che la povertà e la miseria rappresentano condizioni facilmente strumentalizzabili per la diffusione dell'integralismo, dell'intolleranza e del terrorismo stesso.
Perciò ci sentiamo ispirati da un obiettivo positivo: cogliere le occasioni della globalizzazione per mettere al centro della politica, nel secolo che inizia, i valori della persona umana, il perseguimento di una maggiore equità nelle relazioni fra i popoli, un miglior rapporto fra sviluppo e ambiente.
La cooperazione internazionale e, più in generale, l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo restano gli strumenti principali attraverso i quali agire per la lotta contro la povertà nel mondo.
Oltre ad un pressante impegno per la maggior efficacia ed efficienza nella utilizzazione delle risorse destinate all'APS, resta indiscutibile un bisogno di maggiori risorse allocate.
Già il Consiglio europeo di Göteborg si è impegnato a fare concreti passi avanti verso il raggiungimento dell'obiettivo delle Nazioni Unite dello 0,7% di aiuti ufficiali allo sviluppo prima del Vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile del 2002.
La liberalizzazione degli scambi, l'abbattimento delle barriere commerciali possono aprire nuove opportunità per i paesi poveri, soprattutto se si considera che i principali settori non ancora liberalizzati (agricoltura e tessile) rappresentano il 70% delle esportazioni potenziali dei Paesi in Via di Sviluppo.
Al tempo stesso, questa scelta, delicata e strategica, non risolve le questioni legate ai diritti sociali all'occupazione, all'ambiente, alla diversità culturale, che non possono essere risolte nell'ambito esclusivo dell'OMC.
Pur nel contesto di un importante compromesso sull'agenda negoziale dell'OMC, realizzato lo scorso novembre a Doha, il Gruppo dei G77, ed in particolare i Paesi Meno Avanzati (PMA), hanno espresso rilievi critici, affermando in particolare:
  • che non intendono avviare negoziati su nuove tematiche quali gli investimenti, la concorrenza e gli appalti pubblici;
  • che non possono acconsentire a nuovi tagli nelle barriere tariffarie per i prodotti industriali;
  • che si oppongono alla brevettabilità degli esseri viventi e all'applicazione di diritti di proprietà intellettuale sui farmaci essenziali (viste le grandi epidemie, tra cui quella dell'AIDS, che affliggono specialmente l'Africa, l'Asia e l'America latina, nonché i procedimenti giudiziari sul problema dei diritti di proprietà intellettuale avviati dai grandi laboratori farmaceutici contro diversi governi di paesi in via di sviluppo).

Due miliardi di persone non hanno accesso a medicine essenziali a basso costo, come la penicillina, che sono state sviluppate decine d'anni fa.
1,1 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e la mancanza d'acqua o la disponibilità di sola acqua non potabile è causa del 10% delle malattie nei PVS.
Le tecnologie mediche più all'avanguardia sono già riuscite ad aumentare in modo rapido e significativo la speranza di vita - persino nei paesi poveri che non dispongono di adeguate infrastrutture sanitarie. Ad esempio, tra il 1980 e il 1990 una nuova terapia di reidratazione orale (ORT) e vaccini migliorati hanno ridotto di circa tre milioni il numero di decessi causati dalle principali malattie infantili nei paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo di vaccini per l'HIV, la malaria e la tubercolosi, nonché per malattie meno note come la malattia del sonno e la cecità fluviale, potrebbero salvare ogni anno la vita di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.
Solo il 10% della ricerca globale sulla salute si focalizza su quelle malattie che rappresentano invece il 90 percento del "carico epidemico" a livello globale. Ad esempio nel 1998 la spesa globale sulla ricerca sanitaria è stata di 70 miliardi di dollari, ma solo 300 milioni di dollari sono stati dedicati ai vaccini per l'HIV/AIDS e circa 100 milioni di dollari USA per la ricerca sulla malaria.
I paesi più poveri ed altamente indebitati non devono spendere di più per il servizio del debito di quanto spendano per l'assistenza sanitaria. Il debito globale dei Paesi in via di sviluppo ha superato i 2.500 miliardi di dollari. Sinora, sono stati raggiunti alcuni risultati significativi di riduzione del debito solo nel caso del gruppo dei Paesi "più poveri ed altamente indebitati", il cui indebitamento supera di poco i 200 miliardi di dollari, meno del 10% del totale.
Nel periodo dal 1997 al 1999, il servizio del debito (il denaro ripagato) è passato da 8,6 miliardi di dollari a 9,6 miliardi. Se nello stesso periodo, i Paesi più indebitati avessero potuto investire nella salute le risorse impegnate per ripagare il debito, si sarebbero potute salvare le vite di 21 milioni di bambini (stima Nazioni Unite). L'Africa Sub Sahariana spende 14,2 miliardi di dollari per ripagare il debito: 7-10 miliardi sarebbero necessari per combattere l'HIV (stima Nazioni Unite). Ai paesi beneficiari dal programma per i "Paesi più poveri e fortemente indebitati" (Highly Indebted Poor Countries - HIPC, che prevede interventi destinati a ridurre i debiti ad un cosiddetto "livello sostenibile") si chiede di realizzare riforme destinate alla riduzione della povertà attraverso misure economiche di riduzione della spesa pubblica, di privatizzazioni e promozione della liberalizzazione del commercio. Queste politiche riprendono le misure previste già nei Programmi di Aggiustamento Strutturale (PAS) che non hanno ridotto i livelli di povertà della popolazione.
Anche dopo il vertice di Colonia del 1999, il numero dei paesi beneficiari dell'iniziativa HIPC è stato ulteriormente ridotto a 35, dei quali solo 23 iniziano a ricevere i primi interventi di riduzione; a 22 paesi ammessi è stata applicata una riduzione media del pagamento del debito del 27%; questi paesi continuano a pagare circa 2 miliardi di dollari ai loro creditori e spendono in media più per il debito che per il sistema sanitario. Solo a due paesi (Uganda e Bolivia) è stato effettivamente cancellato parte del loro debito, per poco più di 12 miliardi di dollari, su un totale previsto di 30 miliardi previsto da questa iniziativa.



IMPEGNI CONCRETI PER IL 2002


RISORSE PER LO SVILUPPO
Finanziamento allo sviluppo: un percorso a tappe verso la destinazione dello 0,7% del PIL per l'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) e un incremento delle risorse allocate.

  • una inversione di tendenza rispetto ai dati attuali (l'Italia stanzia per l'APS lo 0.14% del PIL) che collochi l'Italia, in occasione della prossima Finanziaria per il 2003, almeno allineata con la media dei Paesi membri della UE (oggi attestata sullo 0.30%), ed un passo concreto per il raggiungimento dello 0,7% nei prossimi 5 anni;
  • la partecipazione ed il sostegno, in ambito internazionale, alla proposta del Segretario Generale Kofi Annan di un Fondo Globale per la Salute e la sua implementazione entro i prossimi cinque anni sino al raggiungimento di un budget minimo di 10 miliardi di dollari;
  • tale incremento quantitativo deve essere integrato da scelte di indirizzo politico dell'attività di cooperazione che deve essere gestita con maggior efficienza; orientata prioritariamente ai Paesi Meno Avanzati; finalizzata allo sradicamento della povertà; concentrata a poche aree nella sua dimensione governativa e affiancata da progetti di institution-building e di creazione di pubbliche amministrazioni efficaci; estesa al sostegno dei processi di autosviluppo e di democratizzazione in atto nei Paesi in via di sviluppo nelle sue dimensione mirate a maggiore efficienza, partecipazione e decentramento, per consentire un reale coinvolgimento della società civile e delle amministrazioni locali. Per far questo si impone, entro il 2002, la ripresa di un dibattito parlamentare in vista di una riforma dell'attuale legge di cooperazione di cui è dotato il nostro Paese, che possa portare ad una rapida adozione di uno strumento legislativo più adeguato ai nuovi scenari internazionali.




REGOLE PIU' EQUE PER IL COMMERCIO


Il commercio internazionale nel rispetto del diritto alla vita e del diritto alla salute: "Everything But Arms", accesso garantito ai farmaci di base e diffusione delle nuove tecnologie mediche.

  • rendere operativo e obbligatorio il principio del trattamento speciale e differenziato riconosciuto ai Paesi in via di sviluppo negli accordi di Marrakech;
  • implementare l'iniziativa della Commissione Europea "Everything But Arms", nel senso di aprire il mercato dell'Unione a tutti i prodotti originari dei Paesi meno sviluppati, fatta eccezione per le armi e le munizioni. Occorre che l'Unione garantisca contingenti di importazione esenti da dazi ed a prezzi stabiliti per alcuni prodotti di base sensibili, senza diminuire i contingenti accordati ai Paesi ACP;
  • opporsi sin d'ora alla brevettabilità degli esseri viventi e all'applicazione generalizzata dei diritti di proprietà intellettuale sui farmaci essenziali, affinché venga arrestato il corso dell'HIV/AIDS, della malaria, della tubercolosi e delle altre malattie infettive che flagellano in particolare i Paesi più poveri.




RIDURRE IL DEBITO, MIGLIORARE L'ISTRUZIONE,LA SALUTE, L'AMBIENTE


Il debito dei Paesi in via di sviluppo: cancellare il debito per liberare risorse che garantiscano a tutti il diritto alla salute, il diritto all'istruzione e ad uno sviluppo sostenibile.

  • dare applicazione a partire dal 2002 alla legge italiana approvata nel 2000 in materia di riduzione del debito estero dei Paesi poveri (legge 209/2000);
  • legare l'applicazione della legge a precisi traguardi individuati fra i "Millennium Development Goals", con particolare riferimento alla scolarizzazione primaria globale (24.000 miliardi secondo le stime Unicef), alle vaccinazioni fondamentali per l'infanzia (14.000 miliardi secondo le stime ONU), alla spesa sanitaria di base.
  • garantire in ambito internazionale, entro i prossimi cinque anni, la revisione dei criteri di ammissibilità all'iniziativa HIPC verso una maggior estensione della stessa ad altri Paesi, la revisione dei criteri di misurazione della sostenibilità del debito estero, tenendo in considerazione le risorse da essi allocate per il raggiungimento dei "Millennium Goals", l'istituzione di una procedura trasparente di arbitrato internazionale per i Paesi indebitati per riconoscere pari capacità negoziale tra creditori e debitori;
  • ratificare, entro la Conferenza di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile di settembre 2002, il Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e la riduzione dei gas serra, e sostenere, in ambito internazionale, la ratifica di tutti gli Stati parte e la sua implementazione entro i cinque anni successivi.




GLOBALIZZARE I DIRITTI, MIGLIORARE LA CONVIVENZA


L'abbattimento degli arsenali militari, il Tribunale Penale Internazionale, la lotta allo sfruttamento minorile

  • sostenere in ambito internazionale la ratifica da parte degli Stati delle Convenzioni del 1992, 1996, 1997, in materia di messa al bando della produzione, stoccaggio e uso delle mine e delle armi chimiche, nonché in materia di proibizione di test nucleari.
  • sostenere in ambito internazionale le ratifiche mancanti da parte degli Stati firmatari per la entrata in vigore del Trattato di Roma sul Tribunale Penale Internazionale.
  • Riprendere nel 2002 il dibattito parlamentare per l'approvazione della legge istitutiva della certificazione di conformità sociale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.




ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI E RUOLINO DI MARCIA AL 2001


Nel Rapporto UNDP sullo sviluppo umano del 2001 da nuove analisi emerge come numerosi paesi rischino di non raggiungere tali obiettivi entro il 2015.
  • 93 paesi, che rappresentano il 62 percento della popolazione mondiale, non sembrano in grado di ridurre di due terzi, la mortalità al di sotto dei cinque anni d'età.
  • 83 paesi, con il 70 percento della popolazione mondiale, rischiano di non riuscire a dimezzare la percentuale di cittadini senza accesso ad acqua potabile sicura. Quasi un miliardo di persone ha ancora bisogno di questo tipo di accesso.
  • 74 paesi, con più di un terzo della popolazione mondiale, non sembrano in grado di dimezzare la povertà di reddito entro il 2015.


ALCUNI DATI SUGLI ASPETTI INSOSTENIBILI DI VITA NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO E NELL'OCSE
(tra parentesi l'anno più recente di riferimento disponibile)

Povertà
1,2 miliardi di persone vivono con meno di 1 dollaro al giorno (1998)
2,8 miliardi con meno di 2 dollari al giorno (1998)

Salute
968 milioni di persone prive di accesso a fonti d'acqua pulita (1998)
2,4 miliardi di persone prive di accesso ai servizi sanitari di base (1998)
34 milioni di persone affette da HIV/AIDS (fine 2000)
2,2 milioni di persone che muoiono ogni anno a causa dell'inquinamento atmosferico (1996)

Istruzione
854 milioni di adulti analfabeti, 543 milioni dei quali donne (2000)
325 milioni di bambini che non frequentano la scuola al livello primario e secondario, 183 milioni dei quali bambine (2000)

Bambini
163 milioni di bambini sotto i cinque anni d'età denutriti (1998)
11 milioni di bambini sotto i cinque anni d'età muoiono annualmente per cause che si potrebbero prevenire: circa 30.000 al giorno (1998)

PIL
il prodotto interno lordo (PIL) dei 49 PMS negli anni 1990-1998 è aumentato in termini nominali del 3,2% (stime dell'UNCTAD) ma in termini reali, considerato il notevole incremento demografico, è aumentato soltanto dello 0,9% su base annua e senza il Bangla Desh solo dello 0,4% a fronte di una crescita mondiale del PIL pari al 2,5%)

ALTRI DATI SUI PAESI MENO SVILUPPATI (PMS)
  • l'aspettativa media di vita è di 51 anni (62 nei paesi in via di sviluppo) a fronte di un'aspettativa di vita di 74 anni nei paesi industrializzati
  • il grado di alfabetizzazione è del 48% (70% nei paesi in via di sviluppo),
  • la mortalità infantile è di 177 su 1.000 nati vivi (64 nei paesi in via di sviluppo)
  • la capacità installata di energia elettrica non supera i 33 kw/1.000 abitanti (386 kw/1.000 abitanti nei paesi in via di sviluppo)
  • dal 1998 le ragioni di scambio della maggioranza dei PMS sono andate deteriorandosi a causa della flessione dei prezzi delle materie prime (-30% nel periodo 1998-1999)
  • dal 1990 l'aiuto pro-capite nei PMS si è contratto del 45% e attualmente si è attestato sui livelli degli anni '70
  • l'elettricità (invenzione della lampadina nel 1870) non è ancora accessibile per quasi due miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale.
  • 20% di utenti Internet (la larghezza totale di banda internazionale per l'intera Africa è minore a quella della sola città di San Paolo del Brasile La larghezza totale di banda per l'intera America Latina è pressoché pari a quella di Seoul in Corea).

    Paesi OCSE (povertà nei paesi industrializzati)
  • 8 milioni di persone denutrite (1996-98)
  • 130 milioni di persone in povertà di reddito (con meno del 50% del reddito medio) (1999)
  • 15% degli adulti mancano di abilità funzionali nella lettura e nella scrittura (1994-98)
  • 1,5 milioni di persone affette da HIV/AIDS (2000)

    APPUNTAMENTI INTERNAZIONALI PER IL 2002
  • 18 - 22 marzo: Conferenza Internazionale sulla Finanza per lo Sviluppo, Monterrey (Messico)
  • 8 - 10 maggio: Sessione Speciale dell'Assemblea Generale sull'Infanzia, New York (USA)
  • 10 - 14 giugno: Vertice Mondiale sull'Alimentazione, Roma (Italia)
  • 26 - 28 giugno: Vertice dei G7/8, Alberta (Canada)
  • 2 - 11 settembre: Conferenza Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Rio +10), Johannesburg (Sudafrica)