Appello ai Sardi
Movimento per l'Autonomia Federale



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L'assemblea del Movimento per l'Autonomia Federale giudica preoccupante e pericolosa la situazione che si sta affermando in Italia. La politica del centro-destra mette a rischio il rispetto, l'esercizio e a volte persino l'esistenza di alcuni diritti fondamentali senza i quali non esisterebbero né la democrazia né lo Stato di diritto. Primo fra tutti il diritto dei cittadini all'autogoverno nelle istituzioni locali.
La situazione politica della Sardegna non è diversa, anzi appare ancora più grave. È infatti aumentata in tutti i campi la dipendenza dal centro, è diminuito il controllo sociale e si è fortemente consolidato un gruppo di potere oligarchico che, profittando della crisi delle forze politiche, usa il mercato e le istituzioni per accrescere la propria forza economica ed estendere e rafforzare il condizionamento delle istituzioni.
Questo gruppo, con la collaborazione di alcuni ambiziosi personaggi di varia provenienza ed estrazione, punta anche a destrutturare ulteriormente l'opposizione e bloccare sul nascere i progetti di cambiamento che giudica potenzialmente pericolosi per la propria egemonia. Questo processo è strettamente collegato con le vicende politiche nazionali: in più, è alimentato e rafforzato dall'uso spregiudicato e arrogante del successo elettorale in tutti i campi e a tutti i livelli: dalla Regione agli Enti locali, dalla scuola alla sanità, dalle banche ai sistemi previdenziali e alle opere pubbliche. Di fronte alla gravità di questi fatti manca la protesta dell'opinione pubblica, demotivata e disorientata anche per la mancanza di alternative immediate che permettano di uscire dalla crisi generale di appartenenza nata dalla scomparsa dei grandi partiti popolari di centro e di sinistra.
In Sardegna, dunque, la questione democratica nazionale si somma con la questione autonomistica, cioè con la crisi istituzionale e politica che attraversa da tempo la Regione.
Neppure l'ottimismo ufficiale, né l'opportunismo e il disimpegno dilaganti riescono più a nascondere le reali condizioni di malessere, di insicurezza e di disgregazione presenti nella società ed evidenti soprattutto, ma non solo, nella disoccupazione giovanile e nei fenomeni di devianza minorile e di criminalità organizzata.
Partendo da queste considerazioni l'assemblea del Movimento per l'Autonomia Federale non intende limitarsi alla denuncia delle trasversalità e delle strumentalizzazioni in atto, ma si propone di offrire alle forze sociali e politiche democratiche ed autonomiste l'occasione e la sede dalla quale partire per una più coerente, partecipata e consapevole mobilitazione su questi temi e insieme di fornire uno strumento per raccogliere tutte le forze oggi disperse ma che si riconoscono in questa posizione.
La resistenza e la rinascita democratica nazionale si saldano in Sardegna con la questione autonomistica e la sostanziano di contenuti e di valori senza i quali qualunque riforma degli strumenti e persino delle regole rischierebbe di essere piegata a finalità diverse, forse anche incompatibili con gli obiettivi dichiarati. Questi obiettivi si possono sintetizzare in una visione della società fondata sui valori di eguaglianza, giustizia, solidarietà, dignità della persona umana nel rispetto delle legittime ed importanti aspirazioni al successo individuale, in contrapposizione dunque a tutti i disegni di egemonia e di dominio di ristrette oligarchie familiari più o meno esplicite o trasversali.
Noi vediamo la questione autonomistica innanzitutto come questione di libertà, i cui contenuti fondativi sono la sovranità popolare che porta all'autogoverno, la convivenza pacifica e solidale, la giustizia sociale, la sussidiarietà, la difesa e la valorizzazione dei valori identitari insiti nel patrimonio complessivo dei beni immateriali ed ambientali che ci costituiscono come popolo.
Queste finalità non possono essere quelle dell'attuale maggioranza, che anzi, al di là delle dichiarazioni ufficiali, cercherà di impedire tutti i cambiamenti che non siano compatibili col rafforzamento del dominio del gruppo oligarchico dominante.
Per avviare una nuova stagione politica occorre invece non solo sconfiggere l'oligarchia interna all'isola, ma soprattutto ridefinire, attraverso l'approvazione di un nuovo patto costituzionale federale, il rapporto che ci lega alla Repubblica italiana. Occorre soprattutto mettere la politica e le istituzioni al servizio della società e dei cittadini secondo un progetto in cui la libertà, la democrazia e l'autogoverno si alimentino dei valori della giustizia, dell'eguaglianza della solidarietà, della tolleranza, della sussidiarietà e del rispetto della persona umana.
L'assemblea del Movimento per l'Autonomia Federale sottolinea pertanto il collegamento stretto che deve unire il nuovo Statuto di autonomia federale, di competenza diretta del Consiglio regionale, con i princìpi fondamentali della Costituzione italiana, che rimangono la base della nostra cittadinanza e la garanzia del diritto della Sardegna alla parità con le altre regioni d'Italia nel campo dei diritti soggettivi e dei servizi. Diritti e servizi che devono essere comunque assicurati a tutti i cittadini sardi al di là della capacità fiscale dell'isola, che non appare ancora adeguata alle esigenze e quindi non in grado di assicurare da sola standards uguali a quelli disponibili nelle aree più sviluppate del Paese.
Il legame con la Repubblica attraverso il nuovo patto costituzionale deve garantire inoltre alla Sardegna una presenza non subordinata in Europa, sia per quanto attiene alla rappresentanza dei sardi nel Parlamento europeo sia per quanto attiene alla partecipazione agli organi esecutivi e alle strutture tecniche europee ogni volta che siano in discussione questioni che toccano i nostri interessi fondamentali.
Il patto costituzionale dovrà definire tutte le questioni nelle quali l'autonomia della Sardegna si collega allo Stato. Non per ridurre, ma al contrario per aumentare il grado di sovranità della Regione attraverso idonee forme di collaborazione e di cooperazione con lo Stato, soprattutto nel campo dello sviluppo e dei servizi, ma anche in tutte quelle funzioni che non possono essere svolte efficacemente dalla sola Regione o dai soli Enti locali perché richiedono sinergia e cooperazione tra i vari livelli di governo. In questo modo, pur rinunziando ciascuno a una parte di autonomia, si assicura a tutti un più alto grado di sovranità. Queste finalità non possono essere in alcun modo confuse con gli obiettivi di chi ignora le regole, tradisce le promesse e strumentalizza le istituzioni ai propri fini.
L'assemblea del Movimento per l'Autonomia Federale chiede pertanto a tutti coloro che si riconoscono nei valori della democrazia, nei princìpi della Costituzione e nell'aspirazione all'autogoverno, di abbandonare le incertezze e unirsi al Movimento, superare gli equivoci e le ambiguità e dar vita ad una nuova stagione politica nella chiarezza delle posizioni, delle finalità e degli obiettivi e in coerenza con le ispirazioni ideali di ciascuno.
La riforma dell'autonomia deve essere l'occasione per rinnovare la politica. Dobbiamo ridare voce, speranza e fiducia al popolo sardo. Le dobbiamo ridare soprattutto alle nuove generazioni, a quanti chiedono alla politica trasparenza, correttezza, generosità, lungimiranza, rifiuto dell'affarismo clientelare e degli organigrammi di potere. Dobbiamo programmare e praticare una politica in grado di operare perché il mercato assicuri uno sviluppo diffuso e compatibile con la nostra identità, una politica capace di coniugare i progetti individuali con gli interessi generali, una politica più attenta all'esigenza di libertà e giustizia di quanti non hanno né voce, né potere, né forza economica da mettere in campo per giocare alla pari nel mercato della vita economica e sociale.
In questo senso l'assemblea rivolge un caldo appello a tutte le forze politiche che condividono queste stesse preoccupazioni e questi stessi obiettivi e a tutti coloro che sentono di essere parte di una comunità di uomini liberi aventi tutti pari dignità e pari diritti. Occorre dar vita tutti insieme a una forte iniziativa politica per ottenere un nuovo patto costituzionale e un nuovo Statuto e trasformare l'autonomia speciale in autonomia federale, nel rispetto e nell'attuazione dei princìpi fondamentali contenuti nella prima parte della Costituzione repubblicana.
Siamo pienamente consapevoli che nella sua forma attuale l'autonomia risulta superata dalla recente riforma costituzionale e contemporaneamente esaurita e consumata nella sua forza propulsiva da giochi di potere che alimentano un discredito e una sfiducia crescenti e rischiano di distruggere persino la residua credibilità delle istituzioni autonomistiche, che già oggi qualcuno considera di ostacolo e di freno allo sviluppo economico ed alla stessa vita democratica. A questa degenerazione occorre reagire con tutti i mezzi, con tutte le iniziative e con tutte le forze disponibili a collaborare con il Consiglio regionale nel compito non facile di preparare la nuova autonomia federale.
Sarebbe infatti sbagliato e pericoloso rimanere in attesa passiva dell'esito dell'iter parlamentare della proposta di assemblea costituente per lo Statuto, quando si può avviare da subito l'esame e l'elaborazione dei nuovi testi normativi, evitando di perdere in una attesa inutile e improduttiva quel che resta della legislatura.
Questo compito può essere svolto efficacemente da un organismo (Convenzione, Costi-tuente, o Consulta che sia) espressione di tutta la società sarda e non solo delle forze politiche: espressione anche dei sindacati, delle associazioni produttive, dei poteri locali, delle autonomie funzionali e delle istituzioni culturali.
Il Consiglio regionale dovrebbe dar vita a questo organismo senza attendere le decisioni parlamentari, ma utilizzando i poteri di cui già dispone, in modo da avviare da subito la mobilitazione popolare e il confronto sui contenuti della riforma, che non possono prescindere dai valori fondamentali sui quali poggia l'autonomia, e cioè dai valori contenuti nella prima parte della Costituzione Repubblicana, che mantengono intatta tutta la loro validità per il Paese ma ancor di più per la Sardegna.

Il Movimento per l'Autonomia Federale
La recente riforma costituzionale, con la caratterizzazione in senso federale della Repubblica italiana, pone con urgenza il problema di ripensare e ridisegnare il carattere e la natura stessa dell'autonomia speciale della Sardegna, anche alla luce della fase costituente avviata in Europa proprio in direzione di un più moderno e più ampio federalismo.
Da qui l'esigenza di iniziative capaci di coinvolgere tutti i soggetti culturali e sociali che sentono l'urgenza di superare lo stato di stagnazione e di sfiducia nel quale vive oggi la politica sarda.
Da questa esigenza nasce il Movimento per l'Autonomia Federale: promosso da movimenti e associazioni di ispirazione democratica e autonomista per avviare in maniera aperta e pluralista un dibattito libero e approfondito rivolto a sensibilizzare l'opinione pubblica e allargare il confronto su questi temi per poi definire la scelta più giusta tra le due possibili soluzioni oggi in campo: la scelta cioè tra l'aggiornamento dello statuto vigente e la rivendicazione di un nuovo patto costituzionale che trasformi l'attuale autonomia speciale in autonomia federale.
Questo passaggio va affrontato valutando i pro e i contro delle diverse soluzioni in campo, senza pregiudiziali politiche e senza paure esistenziali, ma tenendo in gran conto la formazione di un vasto consenso popolare.
Per questo chiediamo l'impegno generoso di tutti coloro che sentono come noi la responsabilità di dar vita ad una nuova e straordinaria stagione autonomistica che si fondi sulla riscoperta di una forte identità regionale aperta al mondo moderno e insieme capace di stare dentro la globalizzazione e contribuire con un forte autogoverno a rendere più unita, più giusta, più democratica e più solidale la società in cui sono chiamate a vivere le nuove generazioni con i loro valori e le loro aspirazioni di libertà, sviluppo, giustizia, democrazia e pace.